Anticamere del cuore, anticamere della mente, anticamere dei ricordi. La mia vita ha forma di anticamera. Seduta, osservo il mondo fuori vedendo correre un tempo che non mi appartiene più, sdoppiata con lo sguardo all'interno in un fuori che non c'è. Fuori e dentro, due spazi che non si parlano più. Seduta, non posso far altro che aspettare me stessa che si svegli, aspettare il momento in cui tutto vengo ricompreso in un'unica forma. Seduta, con indosso una coperta, aspettando giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, testardamente, che una porta si apra.
Molto espressivo e fosco in tutti i dettagli. Adoro questo stile metaforico e riflessivo, l'incontro tra inconscio, colori e sensazioni tattili, e le descrizioni di ambienti che in realtà sono le descrizioni dei soggetti...
RispondiEliminaQuando ci si ferma per riflettere e ci si guarda dall'interno, si finisce per uscire da se stessi, e vedere così più chiaramente cosa avvenga, senza tuttavia avvertire l'energia che si vorrebbe per intervenire. E lo scorrere del tempo non ha più così importanza, l'angoscia esistenziale si affievolisce, e una barriera invalicabile e protettiva si pone fra sè e il Mondo.